Showing posts with label OUTGOING EXCHANGE PROGRAM. Show all posts
Showing posts with label OUTGOING EXCHANGE PROGRAM. Show all posts

Friday, 27 June 2014

My AIESEC exchange in Shanghai of Giudi

Al momento faccio parte dell'AIESEC FDU Shanghai, sto seguendo il progetto RED Wings che consiste nel tenere questi gruppi di conversazione in inglese con persone in pensione. All'interno di questo progetto siamo in quattro persone, ci cambiamo in base al periodo di permanenza di ognuno che dev'essere di sei settimane minimo, quindi finora ho avuto la possibilità di conoscere e fare quest'esperienza con persone dal Canada, Thailandia, Inghilterra, Brasile, Singapore, è molto interessante poter conoscere altre culture e venire a conoscenza di così tante tradizioni a volte molto diverse dalla propria. 
Questi gruppi di conversazione variano un po per livello di conoscenza del l'inglese, ci sono alcuni molto bravi e con un livello avanzato, altri con un livello intermedio e altri ancora che fanno un po più fatica a seguire o nostri discorsi per intero. Per quanto riguarda il comitato, in genere c'è spesso un componente dell'aiesec alle nostre lezioni che ci porta alla scuola o ci aiuta a tradurre se non è del tutto chiaro ai partecipanti ciò che stiamo dicendo. Tutti i membri del progetto sono molto disponibili e ci aggiornano su cambiamenti o situazioni in corso, anche se essendo studenti anche loro a volte è un po disorganizzato, penso sia anche dato dal fatto che hanno tantissime lezioni quindi non sia facile gestire il tutto perfettamente.
Per quanto riguarda la sistemazione io avevo richiesto di stare in una famiglia, loro mi hanno aiutato a trovare questa famiglia e sono stata da loro per un mese, al termine di questo mese mi hanno detto, senza alcun preavviso, che sarei dovuta andare via perché un parente sarebbe andato da loro. A seguito di una serie di incomprensioni io ho dovuto trovare un altra sistemazione. La responsabile del progetto e il responsabile delle famiglie ospitanti sono stati molto gentili e disponibili e mi hanno aiutata a trovare un'altra sistemazione, l'alternativa sarebbe anche potuta essere stare nell'ostello in cui risiedono anche altri partecipanti del progetto ma sarebbe stata una spesa non prevista ed eccessiva, però io ho molti amici che studiano qui quindi, mancando così poco tempo, sono potuta rimanere da loro.
Nonostante questi disagi con la famiglia è una bella esperienza e le persone del progetto sono molto disponibili e curiose per ciò che possiamo condividere con loro.


Giudi



Friday, 13 June 2014

Racconto di Anna Podbereznikova tratto dalla mostra fotografica di AIESEC Torino: "Find your place in the World"



Anna Podbereznikova, 25 anni, Bulgaria, Varna. Dal 28.02 al 13.04.

Una frase per riassumere l'esperienza fatta:
1. Spero che tutti potranno vivere una esperienza cosi!
2. Make action and Be a leader in your life!

Ho partecipato ad un progetto in Bulgaria che si chiamava “Leadership academy”. Di solito la Bulgaria è un paese poco conosciuto…certo con i suoi problemi, ma in realtà un bellissimo posto, dove le persone intorno a te, conosciute e non, ti aiutano e sostengono, in poche parole ti fanno sentire come a casa. È un paese da scoprire.. e sicuramente in cui ritornare!
L’obiettivo del nostro progetto era creare, progettare e somministrare workshops di Leadership per gli studenti delle due università di Varna.
È stata un’esperienza indimenticabile! Imparare a lavorare in un team internazionale, imparare ed insegnare ad essere Leader, imparare a comportarti da speaker ,  e poi esprimere tutto questo davanti ad un auditorio di più di 80 persone, conoscere la cultura di tutto il mondo, trovare decine di nuovi amici fantastici, e tante altre cose che hanno dato un nuovo corso alla mia vita!

Anna Podbereznikova 

Friday, 6 June 2014

Racconto di Federica Guerriero tratto dalla mostra fotografica di AIESEC Torino: "Find your place in the World"


Federica Guerriero, 20 anni

Ho partecipato al progetto Make It Possible a Lisbona e ho avuto la possibilità di tenere delle lezioni sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio a studenti delle scuole superiori. Ho visto tanta creatività e voglia di cambiamento, ho lavorato e vissuto con un team di stagisti provenienti da tutto il mondo e ho imparato usi e tradizioni di altri Paesi.
Quest'esperienza mi ha fatto conoscere persone intraprendenti e capaci di accettare sfide sempre nuove, mi ha permesso di stringere amicizie vere, di imparare tanto, di divertirmi e di creare un impatto concreto sulla società.

Eravamo partiti per fare qualcosa di concreto, ma alla fine siamo stati noi ad imparare dai nostri studenti molto più di quanto abbiamo insegnato loro! Ci hanno arricchito con ogni idea, ogni domanda, ogni curiosità sui nostri paesi di provenienza.

Wednesday, 28 May 2014

Racconto di Veronica Ligato tratto dalla mostra fotografica di AIESEC Torino: "Find your place in the World"





Veronica Ligato, Polonia, a Szczecin (Stettino) città che si trova a 20 minuti dal confine tedesco, a soli 2 h da Berlino. Ho soggiornato dal 6 febbraio al 16 marzo 2014. Il progetto si intitolava " multikulti kindergarden" e lo scopo era portare la nostra cultura nelle scuola, quindi durante la settimana da lunedì a giovedì eravamo stati affidati a una scuola (differente per ogni partecipante al progetto) e trascorrevamo in questa scuola 6 ore circa al giorno, nelle varie classi insieme ai bambini parlando e giocando con loro e le insegnanti. Invece ogni venerdì mattina (io e le altre partecipanti al progetto) andavamo tutte insieme in 2 differenti scuole spiegando da dove provenivamo, presentando il nostro Paese, mostrando tutte insieme la nostra bandiera e qualche foto o simbolo particolare... Io per esempio insegnavo qualche parola in italiano quale "buongiorno, buonasera, ciao, grazie, prego" e i bambini risultavano molto interessati ad ascoltarmi e a ripetere! Per esempio ognuna di noi ha portato qualche specialità da far assaggiare, io da buona italiana ho portato per i bambini la Nutella e per i grandi la caffettiera con il caffè, e la pasta (che poi nel dormitorio universitario ho preparato diversa volte per i mie compagni, sia alla carbonara che al sugo)!
Vivevo nel dormitorio universitario, devo ammettere di esser stata molto fortunata, poiché si trattava di una stanza molto grande con bagno privato, con un tavolo al centro che dividevo con altre tre bravissime ragazze, oggi mie amiche, che spero di rivedere un giorno. In ogni corridoio al piano c'erano due cucine e una lavanderia.
Le mie compagne erano: una indonesiana, una di Hong Kong (che studia a Sydney) e una ragazza turca che è partita però due settimana prima di noi.
Potessi ripartire domani lo farei, subito, al volo... Ammetto che la prima settimana è stata difficile e forse se il primo giorno mi avessero presentato un biglietto di ritorno avrei accettato di ritornare in patria (ero stanca, faceva freddo e non conoscevo nulla delle loro abitudini, che si dal primo momento mi sono sembrate tanto strane: non esiste il pranzo, esiste la prima e la seconda colazione e una cena alle 5 del pomeriggio.. Poi alle 7 è l'ora della zuppa), però penso che affrontare le prime difficoltà cercando di ogni cosa il lato positivo sia uno degli obiettivi che Aiesec vuole insegnarti...
Il mio buddy era una ragazza, Maria Heś, molto cordiale e gentile che mi ha ospitato la prima notte nel suo appartamento, accogliendomi in Stazione il primo giorno appena arrivata con palloncini e trombette insieme ad altri ragazzi di Aiesec Polonia. L'accoglienza come potete cogliere è stata ottima, mi hanno fatto sentire uno di quei grandi ospiti tanto attesi.
Abbiamo speso tanto serate insieme con il gruppo Aiesec Szczecin e se avevamo bisogno qualcosa bastava solo chiamare che qualcuno sarebbe arrivato ad aiutarci.
Durante il mio soggiorno in Polonia ho festeggiato il mio compleanno, anzi ho festeggiato uno dei più bei compleanni, tre ragazzi si sono presentati con una torta e una bottiglia per brindare nella mia camera, le mie compagne di stanza mi hanno un video dove tutti mi augurano buon compleanno e poi per finire la serata siamo andati al Bowling dove circa 40 persone mi hanno cantato Tanti auguri in polacco...
Spero di rivedere tutti un giorno, lo spero perché l'ultimo giorno quando ho dovuto salutare a malincuore ogni persona ho capito che per un mese e mezzo questo posto è stata la mia famiglia, una bellissima famiglia.
Cosa posso dire: sicuramente appena potete partite, se avete la possibilità andate in Polonia, magari a Szczecin, sono sicura che sarà una grande esperienza e che quando tornerete sarete davvero contenti, poiché capirete che con questa esperienza potete scoprire non solo la cultura del Paese in cui vi troverete, ma anche quelle dei vostri compagni, potrete migliorare in vostro inglese e condividere momenti speciali che saranno parte della vostra vita per sempre.


Veronica Ligato


Friday, 23 May 2014

My AIESEC exchange in China of Giuditta

Sono Giuditta, da AIESEC Torino, sono partita perché, dopo la mia laurea, volevo un periodo in cui avere esperienza e un contatto diretto con la cultura che avevo studiato, il cinese, e con ciò che è significa davvero essere a contatto con questo popolo, due anni fa ero già stata a Pechino per studiare ma in un campus internazionale, quindi non era molto diverso. Ho scelto AIESEC perché nel mio ricercare un progetto che mi potesse aiutare a tornare in Cina e a fare qualcosa di utile, mi sono sembrati progetti molto interessanti e ben strutturati, la mia referente è stata super gentile e disponibile nell'aiutarmi a trovare una posizione che potesse rispecchiare ciò che erano le mie 'richieste' e i progetti che mi sono stati presentati e di cui ho letto mi sono sembrati molto interessanti e coinvolgenti. Sono partita dopo un colloquio via wechat con la referente qui in Cina, a Shanghai, nel quale mi ha chiesto un po di cose sulle mie esperienze, sul motivo per il quale ho deciso di aderire a questo progetto e, dal giorno stesso, ho cominciato a mobilitarmi per ciò che serviva per la mia partenza. Anche per quanto riguarda i contatti, con gli altri appartenenti al progetto, il visto che dovevo ottenere e ciò che dovevo guardare per il progetto, la ragazza cinese, anche quando ero ancora in Italia, è stata molto gentile e disponibile.


Finora la mia esperienza è stata molto interessante, sono colpita da queste scuole gratuite nelle quale tutti questi signori e signore in pensione possono andare ogni settimana e avere la possibilità di parlare inglese, di sentire parlare inglese e di vivere un'esperienza con persone provenienti da ogni parte del mondo, questo è sicuramente un ottimo modo che hanno per imparare la lingua e conoscere molto di molti luoghi così lontani da qui. I signori dei progetti sono molto gentili, avidi di conoscenza e disponibili nel farci conoscere aspetti della vita e della cultura cinese che non possiamo trovare su un libro di testo. Anche la possibilità di vivere in una famiglia è davvero un'ottima opportunità di stare a contatto con tutto questo modo, migliorare la lingua, essendo anche questa una mia prerogativa, e la famiglia nella quale vivo io è super aperta, disponibile e davvero gentile con me.

Un'ottima esperienza finora! Anche se bisogna ambientarsi un po e può richiedere un pochino di tempo :)

Giuditta

Thursday, 22 May 2014

Racconto di Gianluca Bergantino tratto dalla mostra fotografica di AIESEC Torino: "Find your place in the World"


Gianluca Bergantino, 20 anni
Grecia, Atene dal 03/03/2014 al 11/04/2014 (data di fine progetto, ma sono rimasto fino al 29/04/2014)


Sentivo il bisogno di qualcosa di nuovo, la solita routine mi aveva reso apatico, avevo bisogno di un cambiamento... L'esperienza in Grecia mi ha dato la voglia di ripartire: ho avuto l'occasione di riflettere sulla mia vita nel torinese a 1891 km di distanza dalla mia città, di scoprire il piacere dell'insegnamento, di entrare in contatto con un ambiente internazionale e familiare allo stesso tempo, dove ho trovato persone fantastiche e grandi amici e... poi la Grecia, un paese duramente colpito dalla crisi, ma grande difensore delle proprie tradizioni e ricco di persone forti, piene di voglia di vivere, combattere e socializzare, che non mancano mai di un gesto gentile e spassionato nei confronti di chi possono aver incontrato anche per la prima volta... Ricorderò per sempre l'accoglienza e il sostegno dei cari amici di AIESEC fin dal primo giorno, i miei coinquilini, i miei meravigliosi studenti, le serate passate a suonare la chitarra e a cantare sulle rocce di fronte all'Acropoli, i falò sulla spiaggia, il bagno di metà marzo (non fatelo, si schiatta dal freddo), le nottate in Gkazi, una delle principali zone di ritrovo della gioventù ateniese, le famiglie che mi hanno ospitato dopo il termine del progetto, le abbuffate generali con gli italiani in Erasmus...potrei non finire mai di raccontare quello che ho visto e vissuto. E' stata un'esperienza incredibile, che mi ha cambiato notevolmente e chiarito un po' di cose sul mio futuro, un'esperienza che vi suggerisco caldamente. Adesso è tempo di pensare agli esami, ma a settembre spero di ripartire per una nuova avventura...sempre con AIESEC, ovviamente. ;)

Gianluca Bergantino

Wednesday, 21 May 2014

My AIESEC exchange in Egitto of Remy Baltieri


E’ difficile spiegare perché un luogo possa  attrarti così tanto. Il desiderio di vivere in prima persona ciò che avevo letto sull’Egitto, sulla sua storia, la politica e la società era ormai un pensiero che mi frullava per la testa da molto tempo. Cercavo solo un opportunità per poter partire, qualche motivo che mi desse la possibilità di unire la voglia di scoprire questa realtà e al contempo fare qualcosa di utile che arricchisse le mie conoscenze. Ecco che davanti a me si è presentata un’opportunità inaspettata. Già avevo sentito parlare di AIESEC ma prima che un mio amico mi spiegasse esattamente cos’era non avevo bene idea di che cosa si trattasse. Quando ho capito che AIESEC mi offriva proprio quello che cercavo, l’opportunità di andare in Egitto e al contempo la possibilità di effettuare uno stage senza, nonostante la mia scarsa esperienza lavorativa, ho deciso di cogliere l’occasione al volo. Completate le pratiche per entrare in AIESEC e per partire, trovato un progetto che mi ispirava, eccomi pronto alla partenza.



Lasciata Milano in un grigiore autunnale, condito da una pioggia fine, atterro al Cairo in una giornata assolata, un buon presagio. I giorni che seguono sono un susseguirsi di emozioni contrastanti. L’impatto con il traffico egiziano e con la guida a dir poco bizzarra degli autisti locali è traumatico. Colonna sonora di ogni mia giornata al Cairo sono i clacson ai quali sembra che gli egiziani siano molto affezionati, ogni autista che si rispetti tiene fissa una mano su quell’aggeggio infernale (altro che la classica strombazzata ai semafori torinesi). Grazie ad un altro problema capisco di aver scelto il progetto giusto per l’Egitto: l’immondizia. La trovi ovunque. E raramente trovi dei cassonetti. Morale della favola: ti porti dietro per chilometri il tuo sacchetto dell’immondizia sperando di trovare un posto consono dove lasciarlo. Ecco che quindi entra in gioco il mio progetto sull’ambiente e sul riciclo ei rifiuti, quanto mai attuale in questa realtà. La maggior parte del mio lavoro consta proprio nella cernita del materiale che può essere riutilizzato e di quello che deve essere mandato a riciclare. Poi ci sono le campagne di sensibilizzazione e la riqualificazione di luoghi pubblici come scuole e giardini. Il lavoro non è fenomenale ma mi permette di vivere la realtà del posto dall’interno e fare nuove amicizie con le splendide persone che vi lavorano. Ne approfitto anche per farmi insegnare un po’ di frasi in arabo indispensabili per sopravvivere al Cairo.



Parlato degli aspetti negativi  e del mio lavoro, è indispensabile sottolineare gli innumerevoli aspetti positivi. Per iniziare, l’Egitto è un paese con monumenti e luoghi fantastici a partire della famose piramidi, le moschee, i palazzi, il deserto, fino a posti meno appariscenti ma comunque tremendamente affascinanti. Poi vi è la parte umana, l’incontro con la persone che allietano la mia giornata. Dei miei colleghi di lavoro ho già parlato. Molti altri egiziani gli incontro per caso e sono sempre molto espansivi e, non so perché, sempre molto affascinati  dall’Italia, e puntualmente ti spiattellano tutte le frasi che conoscano in italiano e di come egiziani e italiani si assomiglino molto.


Per concludere, non posso non menzionare gli altri “stranieri” che vivono con me. Sono una dozzina di persone che sono diventate la mia famiglia. Ho imparato molto da loro, mi hanno aiutato quando avevo bisogno d’aiuto e mi perdo in lunghe chiacchierate con loro. E poi, il mio bagaglio culturale di studente di Scienze Internazionali è in rapida evoluzione. Cosa può esserci di più istruttivo di vivere con tre indiani di cui uno e indù, uno sikh e uno musulmano? E passare una settimana  in un luogo dove convivono una ragazza ucraina e una russa? Per non tralasciare l’importanza di una discussione sulla situazione politica egiziana con uno studente universitario egiziano…


Remy Baltieri